L’Analisi Bioenergetica è una psicoterapia a carattere analitico centrata sul corpo ed è stata elaborata a partire dagli anni ’50 da Alexander Lowen, medico psicoanalista americano. Essa è una elaborazione ed estensione della teoria freudiana legata al concetto di libido e rappresenta un approfondimento ed una sistemazzizazione dei concetti psicosomatici sviluppati dallo psicoanalista austriaco Wilhelm Reich, di cui Lowen fu allievo.

Una tesi fondamentale dell’Analisi Bioenergetica è quella della corrispondenza (principio di identità funzionale) tra la struttura psichica di un individuo ed il suo atteggiamento fisico: quel che accade nella mente, cioè, riflette quel che succede nel corpo, e viceversa. Poiché l’organismo umano è una realtà psicocorporea unitaria, ognuno di noi, nel corso della sua vita, iscrive nel proprio corpo, oltre che nella mente, le emozioni, i sentimenti ed i pensieri che via via lo attraversano in risposta agli stimoli che provengono dal mondo esterno. Gli stimoli lievi lasciano segni passeggeri, ma gli eventi traumatici (o situazioni conflittuali che si ripetono nel tempo) lasciano segni che non si cancellano facilmente: la mente può allontanarne il ricordo, il corpo, invece, non dimentica. Infatti, per difendersi da questi eventi, il corpo adotta delle “strutture” che gli consentono di non percepire sentimenti come il dolore, la paura o la rabbia, con i quali non riesce a convivere. Un esempio? Si immagini di essere stati spaventati o di trovarsi in uno stato di pericolo. Involontariamente si tratterrà il respiro. Non potendo non espirare, si riprenderà a farlo. L’espirazione però non sarà piena, ma leggera e a scatti. Inoltre uno stato di pericolo o di attesa angosciosa comporta altre conseguenze a livello corporeo: le spalle vengono alzate e tirate in avanti. Se si mantiene a lungo questo atteggiamento rigido, si comincia a sentire una pressione sulla fronte. Se le situazioni di pericolo e di angoscia si manifestano ripetutamente durante l’infanzia, questi processi somatici si strutturano nel corpo, si cristallizzano, dando vita a quella che in bioenergetica viene chiamata “armatura muscolare”. Infatti i blocchi psicoemozionali si strutturano nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche che bloccano o limitano gli impulsi a protendersi verso il mondo esterno, mentre ad un livello più generale vi è una diminuzione delle funzioni vitali dell’organismo (respirazione, motilità, autoepressione).

Alle tensioni e ai disturbi psichici corrispondono quindi tensioni e disturbi fisici. Attraverso lo studio e l’osservazione delle caratteristiche dei suoi pazienti, Lowen ha individuato cinque tipi di strutture caratteriali, che corrispondono alle diverse fasi ed ai rispettivi blocchi dello sviluppo ontogenetico. Ogni fase si caratterizza per la presenza di un diritto fondamentale dell’essere umano, dalla cui soddisfazione dipenderà lo sviluppo sano o nevrotico dell’organismo.

La terapia bioenergetica si propone di integrare l’aspetto mentale con quello corporeo. Schematicamente, il processo terapeutico deve attraversare tre stadi. Innanzitutto il paziente deve diventare consapevole delle proprie tensioni e degli impulsi bloccati in esse. Ogni gruppo di muscoli in stato di tensione cronica rappresenta infatti una inibizione ad esprimere determinati sentimenti, rappresenta cioè un conflitto emozionale non risolto e rimosso. In secondo luogo è necessario che il paziente scopra le origini delle sue tensioni ed inibizioni. Ripercorrendo le situazioni legate alla prima e seconda infanzia, può chiarire il processo che ha determinato la formazione dei disturbi. Questo è l’aspetto analitico della terapia. Infine la persona deve avere la possibilità di liberare gli impulsi e i sentimenti repressi attraverso dei movimenti appropriati. Nell’ambito controllato della situazione terapeutica è possibile esprimere tali sentimenti.

L’Analisi Bioenergetica permette di trattare tutti i disturbi di personalità e le problematiche psicologiche, comprese quelle che hanno le loro radici nei primi anni di vita.